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Interview Tutto Chitarra

   
   
Bireli Lagrene & Giuseppe Continenza

Tutto Chitarra - July 2001

 

Ecco sulle nostre pagine un duo che sta conquistando il pubblico del jazz internazionale: Bireli Lagrene e Giuseppe Continenza quest'ultimo ormai noto anche hai lettori di questa rivista.


Nato in Alsazia (Francia), Bireli Lagrene è cresciuto nel rispetto e nell'ammirazione del suo grande ispiratore Django Reinhardt. La sua prima apparizione in pubblico avviene a soli 4 anni mentre a 7 comincia ad improvvisare con facilità sui brani dello stesso Reinhardt.


Riceve il suo primo riconoscimento a soli 11 anni e si esibisce in duo con il leggendario violinista Stephane Grappelli. Da allora la sua fama di chitarrista virtuoso comincia ad espandersi a macchia d'olio. Il suo primo album "Routes to Django" è del 1980 e rivela ufficialmente tutto il suo talento così che il mondo intero comincia a fare la conoscenza di questo prodigio della sei corde.
Ancora giovanissimo, quindi, inizia a collaborare con artisti del calibro di Paco De Lucia, John McLaughlin, Al Di Meola, Larry Coryell, Niels Henning Oersted Pedersen, Michel Petrucciani, Richard Galliano, Gil Evans Orchestra e via elencando. Ma il grande momento arriva quando Jaco Pastorius, il leggendario bassista statunitense, gli chiede di unirsi alla sua band per la registrazione dell'album "Stuttgart Aria" che spazia dal rock al jazz, dall'acustico all'elettrico, senza frontiere di sorta. Un gran biglietto da visita per lo stesso Lagrene.


Di Meola ha avuto modo di definirlo "un talento mostruoso" mentre la critica francese gli consegna il prestigioso premio Django D'Or Prize 1993 come migliore musicista jazz francese. Ad esso seguono una nutrita serie di successi, tra cui il contratto con la prestigiosa Blue Note e poi con la Dreyfus Jazz che lo portano a registrare album divenuti capisaldi nella storia della chitarra jazz, quali "Acoustic Moments", "Standards", "My Favorite Django" e "Blue Eyes" (quest'ultimo il personale tributo di Lagrene al suo idolo Frank Sinatra, nel quale mostra pure doti di cantante).


L'altra parte del duo in questione è costituita da Giuseppe Continenza, il chitarrista di origine torinese a capo dell'European Musicians Institute che si sta distinguendo come chitarrista ed autore di un ben congegnato metodo didattico. Diplomato Musicians Institute di Los Angeles (G.I.T.) col massimo dei voti, studia privatamente con musicisti internazionali quali Joe Diorio, Scott Henderson, Don Mock, Robben Ford, Steve Trovato, giusto per fare qualche nome, poco più che ventenne ha modo di esibirsi accanto a Joe Diorio, Paul Bollenback, John Stowell, Gary Willis, Jeff Richman, Gene Bertoncini. Proprio Gene Bertoncini, celebre chitarrista/didatta statunitense, lo ha definito "…chitarrista completo, in grado di affrontare ogni genere di musica, mantenendo viva la sua precisa personalità…"


Incontro Lagrene e Continenza in occasione del 18° Festival Chitarristico Internazionale svoltosi a Busto Arsizio (Va) e con loro scambio quattro chiacchiere dedicate a tutti i lettori di Tuttochitarra.

Ciao Bireli, comincerei con una domanda che riguarda i tuoi esordi, ovvero l'influenza che Reinhardt ha avuto sulla tua formazione di musicista…

Lagrene: Direi che è stata determinante: praticamente sono cresciuto ascoltando i suoi dischi fino a consumarli nel vero senso del termine. Ho trascorso giornate intere a trascrivere i suoi brani e a figurarmi come facesse con la chitarra. Il suo modo di fraseggiare mi faceva impazzire: aveva un senso del tempo micidiale, oltre ad una tecnica ed un feel unici. La chitarra, nelle sue mani, pareva un giocattolo nelle mani di un bambino.

Hai anche suonato con Stephane Grappelli che, insieme a Reinhardt, fondò il Quintette du Hot Club de France…

Lagrene: Si, ero giovanissimo, penso intorno agli 11 anni. Ho fatto un tour con lui e fu per me un sogno divenuto realtà. Ho imparato molto accanto a Stephane.

… e divenisti velocemente un enfant prodige, suonando nelle televisioni e nei teatri in giro per il mondo…

Lagrene: Sai, ritrovarmi giovanissimo in tour fu fantastico. Avevo sempre sognato di suonare davanti al pubblico e così registrai il mio primo album che mi diede l'opportunità di farmi conoscere; ricordo il concerto alla Carnegie Hall in New York, con migliaia di persone davanti, un emozione indimenticabile per un ragazzo allora giovane come me!

Poi ci fu l'incontro con Jaco Pastorius: come avvenne?

Lagrene: Ero in tour negli States con il mio gruppo e quella sera mi trovavo a New York, per cui decisi di andare a vedere Jaco in un club. Mi presentai e gli dissi se voleva venirmi a vedere una di quelle sere: fu molto cordiale ed accetto l'invito.

Ti conosceva di nome?

Lagrene: Si, sapeva chi ero. Suonare con lui fu un'altra delle mie esperienze indimenticabili. Jaco fu molto dolce e disponibile nei miei confronti ed ad un certo punto mi chiese se mi andava di unirmi al tour del suo gruppo. Fu fantastico suonavo con il mio idolo e che razza di musicista!

Questa sera sei stato sul palco con Giuseppe Continenza per uno show che ha entusiasmato il pubblico presente: come vi siete conosciuti?

Lagrene: Ci eravamo sentiti più volte in passato fino a che ci siamo incontrati ad un concerto ed abbiamo concordato una collaborazione: un duo di chitarre in grado di spaziare attraverso generi e stili diversi. Giuseppe è incredibilmente versatile e c'è grande intesa tra noi, tant'è che stiamo studiando un secondo tour.

Giuseppe, complimenti. Il pubblico è rimasto entusiasta di questo concerto, il vostro affiatamento era evidente e pareva vi conosceste da sempre, talmente venivano fuori disinvoltura e comunicatività…

Continenza: Grazie. Abbiamo semplicemente cercato di fare del nostro meglio. Mi trovo a meraviglia con Bireli, ci capiamo al volo e ci divertiamo un sacco. Sai, ritrovarti sul palco con un grande chitarrista internazionale non è cosa da poco, ma devo confessare che mi sono sentito subito a mio agio, senza alcuna barriera. Abbiamo fatto spesso le ore piccole negli alberghi, dopo lo show, a parlare di tutto e scoprendo di avere gusti e caratteri simili.

Bireli, che genere di strumentazione hai utilizzato in questo tour e quali usi invece di solito?

Lagrene: Ho utilizzato esclusivamente la mia Gibson Super V, una chitarra molto pregiata e, soprattutto, dal suono eccellente. La collego ad un Fender Twin ed a volte entro direttamente nell'impianto tramite una direct box. A casa ho diverse chitarre, tra cui alcune Yamaha ed altre chitarre, acustiche ed archtop, realizzate dal liutaio Maurice Dupont.

Giuseppe?

Continenza: Io ho adottato esclusivamente la mia Gibson 175, collegata ad un Fender Twin, entrando talvolta direttamente nell'impianto come fa Bireli. A casa ho diverse chitarre e tra le mie predilette c'è una bellissima archtop che mi ha costruito il liutaio Buscarini, una Gibsono Les Paul 25/50 ineguagliabile come suono ed una fantastica acustica Ronald Ho.

La vostra performance stasera ha spaziato dal jazz più tradizionale, al flamenco, al funk: praticamente c'era di tutto. Tu che ne dici Giuseppe?

Continenza: In effetti ci divertiamo a fondere nella nostra musica tutte le nostre influenze, benché si tratti in prevalenza di jazz, pur se contaminato da elementi diversi. Un brano swing talvolta ci divertiamo a farlo diventare funky o reggae o samba o country: è divertente, credimi.

Bireli?

Lagrene: È così, la musica è libertà, priva di limiti e confini. Basta sapere ciò che vuoi al momento giusto ed il gioco è fatto…

Bireli progetti in cantiere?

Lagrene: Un trio con Dennis Chambers alla batteria e Domenic Di Piazza al basso, abbiamo registrato da poco "Front Page", album uscito per l'Universal Records, e ad esso seguirà un tour. Poi ci sarà il nuovo tour con Giuseppe…

Giuseppe, progetti in cantiere?

Continenza: Un tour con il mio quartetto e la registrazione di un paio di album: uno in duo con Bireli e l'altro con Gene Bertoncini e Paul Bollenback, non appena troveremo il tempo per organizzarci…
 

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